La metodologia di lavoro
nel progetto Equal & Different

Il progetto E & D è realizzato nelle scuole scelte attraverso due modalità complementari:
un lavoro antropologico di indagine qualitativa
e un lavoro esperienziale di laboratori espressivo - musicali.



lavoro antropologico di indagine qualitativa
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Il metodo antropologico che abbiamo usato per questa ricerca è di tipo qualitativo, in cui i dati non sono estratti numericamente da un questionario, bensì da "racconti", colloqui, discussioni, raccolti in genere dal ricercatore nel corso della sua inchiesta, presso un numero limitato di informatori1.
L'approccio qualitativo nasce dall'interesse nei confronti dei significati soggettivi che gli individui accordano alle diverse situazioni e si caratterizza per il suo metodo di analisi che non è di tipo matematico-statistico, ma di tipo descrittivo ed esplorativo2.
In sostanza la ricerca qualitativa concepisce la realtà come mutevole anziché uniforme e invece di limitarne la varietà tende a metterne in evidenza la diversità. Essa è alla ricerca della molteplicità.

nota 1:
Cesari Lusso V., 'Quando la sfida viene chiamata integrazione. Percorsi di socializzazione e di personalizzazione di giovani "figli di emigrati", La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1997, p.236.

nota 2:
Cipolla C., De Lillo A. (a cura di), Il sociologo e le sirene - La sfida dei metodi qualitativi, Franco Angeli, Milano, 1996, pp 34-45.



lavoro esperienziale di laboratori espressivo - musicali

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" Dal punto di vista del metodo, un laboratorio non è un corso tematico, né un seminario di approfondimento. Il tratto saliente che lo caratterizza è l'impiego di tecniche, di giochi, di esercizi che consentano ai partecipanti di calarsi fino in fondo nelle situazioni che vogliono esaminare; di immedesimarsi nei conflitti presi in considerazione; di "mettere in gioco" le proprie esperienze personali e la propria emotività; e di creare le condizioni per imparare dalle interazioni e dagli eventi della dinamica di gruppo. La vita di gruppo, infatti, è il terreno su cui maturano le occasioni di apprendimento più significative."3

Vivere in gruppo armoniosamente presuppone un approccio interculturale così come viene descritto sopra.

Considerato invece che l'approccio teorico, che non può essere del tutto trascurato, si rivela, tuttavia, insufficiente per una trattazione dei temi di interesse che lasci nei ragazzi tracce durevoli, abbiamo proposto nelle scuole laboratori espressivo-musicali (musicoterapia).

Abbiamo scelto la musica perché il "fare musica" facilita la relazione tra persone, anche culturalmente diverse, perché consente di comunicare utilizzando un linguaggio più immediato, più diretto, affascinante e coinvolgente.4


nota 3:
D'Andretta P., "L'educazione allo sviluppo nei percorsi formativi: laboratori didattici e tecniche interattive", in a cura di Vulpiani P., Comunicazione sociale, sviluppo e interculturalità, Armando Editore, 1999, p. 112.

nota 4:
F.E.D.I.M.: "Attività Musicoterapica"